fino a quel momento Delegato dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, faceva il suo ingresso nella città mariana.

    Bartolo Longo, Fondatore del Santuario e di Pompei, è stato da subito, per lui, l’esempio da seguire, la guida per la nuova missione che andava a condurre. «Per noi, figli della Chiesa e costruttori del Regno di Dio, Bartolo Longo è un gigante della carità cristiana, un eroe autentico dell’amore verso Dio e i fratelli. Se lui oggi tornasse a ripercorrere le strade d’Italia con il Rosario in mano - disse Mons. Liberati durante la sua prima omelia - si chinerebbe come allora sull’infanzia abbandonata, non protetta, sull’adolescenza offesa, la famiglia assediata dai mali dirompenti. Guarderebbe con tenerezza le angustie dei disabili, lo smarrimento dei drogati, le solitudini e i disagi degli anziani… Bartolo Longo però non piangerebbe di certo sulla tristezza dei tempi, ma si metterebbe senza indugio all’azione costruttiva e riparatrice».

    Le sue prime parole da Vescovo furono, dunque, di invito all’azione concreta confidando nella Vergine che «a Pompei è tutto. La Madonna ha costruito Pompei, senza di Lei questa città non esisterebbe». E proprio dall’azione concreta sono stati caratterizzati questi otto anni. Nel suo episcopato, Mons. Liberati ha dato nuovo slancio e impulso all’accoglienza dei pellegrini che accorrono sempre più numerosi e sono salutati dal Prelato con una catechesi attenta alla vita concreta e che invita alla recita e alla meditazione del S. Rosario.

Entrando in Basilica i fedeli sono sorpresi dalle imponenti impalcature per i lavori di Restauro integrale degli affreschi e dei mosaici che sono tornati al loro antico splendore. I nuovi banchi del Santuario, prima opera di rinnovamento dell’Arcivescovo, danno un senso di tranquillità ai devoti che possono pregare e meditare con maggiore comodità. Nel Piazzale Giovanni XXIII i pellegrini usufruiscono delle Sale “Marianna De Fusco”, “Luisa Trapani” e “Aurelio Signora” per i convegni e di un “Centro Giovanile” per l’accoglienza, debitamente preparati, organizzati e forniti di tutte le attrezzature necessarie.

Anche le Opere di Carità vivono una nuova primavera con la ricostituzione della “Casa Famiglia” e dei “Centri Educativi” e le recenti istituzioni: la “Comunità Incontro” per il recupero dei giovani tossicodipendenti e degli alcolizzati recuperando una “vaccheria” abbandonata, l’“Ambulatorio ginecologico con gli studi medici, materno-infantile e pediatrico”, il “Consultorio Familiare di Ispirazione Cristiana”, la “Mensa dei Poveri” nella recuperata e rinnovata “Casa del Pellegrino”.

La Visita Pastorale in atto consente, inoltre, all’Arcivescovo di incontrare il Popolo di Dio che gli è stato affidato: fanciulli, adolescenti, giovani, fidanzati, famiglie e soprattutto gli anziani e gli ammalati visitati personalmente e i tanti fedeli incontrati nel Sacramento della Riconciliazione.