vita, alla salute, alla bellezza del territorio. Com’è difficile vivere e credere». Monsignor Depalma si è posto una domanda inevitabile per la coscienza di ogni credente: «Signore, fino a quando tacerai? Fino a quando ci nasconderai il tuo volto? Fino a quando darai l’impressione di essere assente dalla nostra storia? Fino a quando sembrerai indifferente alle tragedie umane?». La risposta è nella speranza, che accompagna la fede. Nel saluto a Monsignor Depalma, l’Arcivescovo Tommaso Caputo ha ricordato che il Santuario mariano è «una casa costruita da Bartolo Longo con i mattoni della fede e con quelli della carità, in un binomio inscindibile tra spiritualità e amore concreto verso gli ultimi e gli emarginati che lo ha portato a dare vita a numerose opere sociali attive ancora oggi per l’accoglienza di bambini, anziani, madri ed adolescenti in difficoltà, diversamente abili, ex tossicodipendenti, poveri, migranti». Il Prelato ha anche sottolineato il profondo legame tra le Chiese di Nola e Pompei, ricordando la presenza, nella città mariana, «di ben tre Vescovi originari proprio della Diocesi di Nola». L’intero rito, cui erano presenti, tra gli altri, il Commissario prefettizio di Pompei, Dottor Donato Cafagna, e l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, S.E. Dottor Daniele Mancini, è stato trasmesso, in diretta televisiva, da Napoli-Canale 21.

Riportiamo il comunicato stampa e il saluto di Mons. Caputo
 
 
Saluto Mons. Caputo    Com. Stampa
 
 
 
Foto Supplica 2 ottobre