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Cronaca Chiusura Inchiesta Diocesana Toppi

mons toppi homeSi è svolta giovedì 13 ottobre, nella città mariana, la Sessione di Chiusura dell’Inchiesta Diocesana del Processo di Beatificazione e di Canonizzazione di monsignor Francesco Saverio Toppi, OFMCap, arcivescovo di Pompei dal 1990 al 2001. Iniziato nell’aprile 2014, il Processo continuerà, ora, il suo corso a Roma, presso la Congregazione delle Cause dei Santi. La Sessione, che si è svolta nel XXVI anniversario della nomina ad Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio per il Santuario di monsignor Toppi, si è tenuta in Basilica, dove, nella Cripta, sono custodite le spoglie dell’indimenticato Prelato cappuccino. Egli stesso, infatti, aveva indicato nelle sue volontà testamentarie di voler «fare da piedistallo sotterraneo al trono di Maria».
L’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, ha tratteggiato alcune virtù del Servo di Dio: «Il vissuto di questo atleta del Vangelo – ha affermato – è stato un grido “cocente” dell’amore di Dio per i lontani, gli esclusi e gli increduli. Piccolo con i piccoli, innamorato della Madonna, con l’intera sua vita, ripiena di fervore missionario, ardore serafico e grande perizia pastorale, ha annunciato supplicante l’avvento del Regno di Dio. Punti fermi nella sua vita sono sempre stati: Gesù, l’Eucaristia, San Francesco. Tra questi tre fuochi ha vissuto al servizio della Chiesa, in piena umiltà, assoluta dedizione e autentica fraternità». Il Provinciale dei Cappuccini, padre Leonardo Franzese, ha sottolineato, invece, la disponibilità di monsignor Toppi a lasciarsi plasmare nell’immagine dell’amore trinitario, attraverso i suoi continui, chiari e risoluti “sì” al Signore. È stato, poi, il Postulatore, padre Carlo Calloni, ad affidarlo a numerosi santi e beati francescani del mese di ottobre. «Monsignor Toppi – ha detto – viene accompagnato oggi dalle nostre preghiere, ma lo è anche dalle preghiere di una “compagnia più grande”, quella dei Santi. Chiediamo al Cielo che ce lo ridoni come esempio da seguire». Il vicepostulatore, padre Massimiliano Noviello, ne ha messo in risalto la mitezza e l’umiltà di cuore, attinti dall’umile ancilla Domini, soprattutto con la contemplazione dei misteri del Santo Rosario. Messaggi di adesione sono stati inviati da Suor Annamaria Canopi, che ha conosciuto monsignor Toppi quando andava in visita al suo convento, del quale ha voluto ricordare lo sguardo, che rivelava la presenza del Signore; e da Jesús Morán, copresidente del Movimento dei Focolari, con il quale monsignor Toppi ha avuto intensi rapporti spirituali fin dal 1949. Nato a Brusciano (Napoli), il 26 giugno 1925, Francesco Saverio Toppi fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1948. Nel luglio del 1959, padre Francesco venne eletto Ministro Provinciale di Napoli. Sarà eletto, poi, due volte ancora, nel ’62 e nel ’65. Il suo programma per la Provincia religiosa è incentrato sul primato della vita interiore attraverso la preghiera, la mortificazione e l’osservanza della Regola. Nel 1971, venne nominato Provinciale dei Cappuccini di Palermo, un ministero che durerà sei anni, quando nel 1976, viene eletto Definitore Generale dell’Ordine. Fu nominato delegato pontificio del Santuario e Arcivescovo Prelato di Pompei da Papa Giovanni Paolo II, il 13 ottobre 1990. Il suo servizio pastorale nella città mariana durò fino al 7 aprile 2001. Dopo 2 anni trascorsi a Pompei come vescovo emerito, si trasferì presso il convento dei frati cappuccini a Nola, dove si spense il 2 aprile 2007. Presente alla Sessione anche il Giudice Delegato del Tribunale istituito per questa causa, monsignor Erasmo Napolitano.