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La grande Cupola

La cupola centrale, fiancheggiata ai capocroce da quattro cupolini, si compone architettonicamente di due tamburi sovrapposti: l’inferiore è terminato con un ciborio, il superiore è traforato da finestroni e coperto da una lanterna con cupolino. Si eleva a 57 metri di altezza e in essa è sistemato il secondo organo, collegato con quello della cantoria. L’affresco della cupola, di ampio respiro, è una delle ultime e più pregevoli opere del pittore Angelo Landi di Salò (BS). Il Landi, in primo luogo, volle fondere in un'unica composizione le due cupole, rendendo pittoricamente i due tamburi come due gironi d’ascesa verso il cielo. L’affresco, con 360 figure dipinte su ben 509 mq di muratura, rappresenta “La visione o sogno di San Domenico”, nel quale la Vergine fa del Rosario una mistica catena accogliendo sotto il suo manto santi e fedeli. Nella calotta inferiore domina san Domenico con attorno una folla di angeli osannanti, al suono di strumenti musicali, e di santi domenicani. Lungo il tamburo che fa da base alla composizione, sono ritratti: Pio X e Leone XIII, un gruppo di orfanelle, i vescovi Antonio Anastasio Rossi e Vincenzo Celli, il fondatore Bartolo Longo con gruppi di figli e figlie di carcerati, Pio XI e Pio XII, una simbologia della carità e due angeli che reggono lo stemma di Pio XII. L’azione, che nell’affresco della calotta inferiore appare statica, in quella superiore diventa dinamica e suggestiva: la Regina del Rosario trionfa e, nel volo verso Dio, spiega il manto come un’immensa vela, nel suo turbine sono attratti verso di lei cherubini e serafini, schiere di religiosi e religiose e terziari dell’Ordine Domenicano, tra cui Simone di Monfort, vincitore degli eretici Albigesi, recante il vessillo delle Crociate. Sotto il cornicione della cupola si legge: “IN ME GRATIA OMNIS VIAE ET VERITATIS, IN ME OMNIS SPES VITAE ET VIRTUTIS”. Nei pennacchi dei quattro pilastri che sorreggono la cupola, gli affreschi dei quattro Evangelisti e, sui pilastri stessi, quattro mosaici allegorici. Nelle campate della cupola, quattro affreschi, in cornici tonde, che riproducono fatti salienti della storia del Santuario. A nord, Papa Leone XIII lancia al mondo una delle sue encicliche sul Rosario. A ovest, Bartolo Longo offre a Papa Leone XIII il Santuario. A sud, la processione del Quadro in occasione del 50º anniversario dell’arrivo a Pompei. A est, il dono, da parte di Bartolo Longo, a Papa Pio X delle opere di carità. Negli archivolti, medaglioni con vari santi. Nella crociera trovano posto gli altari dei protettori speciali del Santuario: san Michele Arcangelo, a sinistra, e san Giuseppe, a destra. Le otto lunette accanto alle porte della crociera sono tappezzate da migliaia di ex voto in argento e oro. Nell’arco maggiore, incastonata nel mosaico, l’invocazione: “REGINA SACRATISSIMI ROSARII ORA PRO NOBIS”.