8 maggio 2026. La storica visita di Papa Leone
11 Maggio 2026
«Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa». Le parole che, l’8 maggio scorso, Papa Leone XIV ha pronunciato nell’omelia della Messa presieduta all’esterno del Santuario di Pompei, davanti a 20mila persone, spiegano il senso della sua visita pastorale nella Città mariana, prima parte del primo viaggio apostolico in Italia, proseguito poi, nel pomeriggio, per Napoli. «L’aver poi scelto il nome di Leone, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio magistero sul Santo Rosario», ha proseguito il Papa, ricordando anche la recente canonizzazione di San Bartolo, presieduta in Piazza San Pietro il 19 ottobre 2025. Il Santo Padre è giunto a Pompei, atterrando nell’Area Meeting del Santuario, alle 8.52. Accolto dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, e dalle autorità presenti, ha mosso il suo passo di pellegrino visitando i due “templi” che, in una definizione di San Bartolo, erano contenuti nell’unico Santuario: prima quello della carità, poi quello della fede. Nella Sala Trapani, Leone XIV ha ricevuto l’abbraccio della grande famiglia delle Opere di carità del Santuario: i bambini, le mamme sole con i loro piccoli, i minori dei Centri educativi, i poveri più poveri che trovano un pasto caldo quotidiano alla Mensa per i poveri “Papa Francesco”. E insieme a loro chi se ne prende cura: le “Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei”, i Fratelli delle Scuole Cristiane, gli educatori e le educatrici, i volontari. Il Papa ha ascoltato, scambiato parole, stretto mani, ha ascoltato tre preziose testimonianze di chi, nelle Opere, ha trovato amore e accoglienza. Rivolgendosi ai presenti, ricordando a tutti l’importanza della preghiera, fondamento di ogni opera di carità, ha definito Pompei «un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e san Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio». «Stringiamoci a Lui – ha proseguito – mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento». E infine l’incoraggiamento: «Grazie per quello che fate! Andate avanti con generosità e fiducia». Lasciata la Sala Trapani, il Papa ha percorso in auto scoperta piazza Bartolo Longo e le strade adiacenti per l’abbraccio della folla. Tanti i bambini che hanno ricevuto una benedizione speciale dal Pontefice. Giunto all’ingresso del Santuario, dov’è stato accolto dal Rettore, Monsignor Pasquale Mocerino, il Santo Padre, prima di entrare in Basilica, ha rivolto ai fedeli in festa un breve messaggio: «Buongiorno Pompei! Grazie per la vostra presenza. Tra poco ci prepariamo a celebrare la santa messa. Questo bellissimo incontro con Gesù Cristo Eucaristia. Gesù che sempre cammina con noi, vicino a noi e qui in questo Santuario sappiamo bene che la mamma è sempre con noi! La nostra madre Maria ci accompagna con la sua intercessione e il suo amore sempre e i suoi figli. Con questa fiducia pregheremo insieme e celebreremo la gioia di essere battezzati discepoli di Gesù Cristo, chiamati tutti ad essere la presenza di Cristo nel mondo». Entrato in Basilica, Papa Leone ha incontrato gli ammalati, gli anziani, le persone con disabilità: «Quante benedizioni - il Signore ha voluto dare a tutti noi oggi! Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui al Santuario della Madonna nel giorno della Supplica, in questo anniversario. Grazie a tutti voi per essere qui! Adesso ci prepariamo a celebrare la Santa Messa. Voi potete seguire da qui, sugli schermi. Siamo tutti uniti in Gesù Cristo, con la nostra Mamma Maria, in questa bellissima benedizione, in questa bellissima giornata. Gesù anche oggi ci fa vicino, Gesù che è sempre con noi, che cammina con noi. Dio vi benedica tutti!». Il Santo Padre ha poi raggiunto la Cappella di San Bartolo Longo e ha sostato in preghiera davanti alle spoglie mortali del Fondatore del Santuario. È qui che i Vescovi convenuti hanno salutato Papa Leone mentre, nella Cappella della Riconciliazione, si è tenuto l’incontro con i sacerdoti della Prelatura di Pompei e del Santuario. È seguita poi la santa Messa, concelebrata dall’Arcivescovo Caputo, dal Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli, da tutti i vescovi della Campania e dai sacerdoti del clero pompeiano. «Sorelle e fratelli, se il Rosario è “pregato” e, oserei dire, “celebrato” in questo modo, esso è anche, per naturale conseguenza, sorgente di carità. Carità verso Dio, carità verso il prossimo: due facce della stessa medaglia, come ci ricordava la seconda Lettura, tratta dalla prima Lettera di San Giovanni, concludendo con l’esortazione: “Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,18). Perciò San Bartolo Longo è stato apostolo del Rosario e, nello stesso tempo, apostolo della carità. In questa Città mariana egli accolse orfani e figli di carcerati, mostrando la forza rigenerante dell’amore. Qui anche oggi i più piccoli e i più deboli sono accolti e accuditi nelle Opere del Santuario. Il Rosario spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo, come la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sottolineava, proponendo in particolare due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana». Al termine della Messa, Papa Leone ha guidato la recita della Supplica, composta da San Bartolo Longo nel 1883. Poco dopo le 14 la partenza per Napoli, dove il Santo Padre ha proseguito la sua visita in Campania.